A seguito di un’estrazione dentale: perché sostituire un dente è importante?
L’estrazione dentale, è un intervento che si rende necessario in casi di elementi dentari troppo compromessi o che sono andati incontro a frattura irrecuperabile. Circa il 10-15% degli adulti subisce almeno un’estrazione prima dei 50 anni, ma solo il 60% dei pazienti provvede alla sostituzione dell’elemento tramite trattamento protesico.
Perché sostituirlo? I denti non sono isolati ma fanno parte di un apparato masticatorio in equilibrio. Senza supporto, i denti adiacenti e antagonisti “migrano” verso il gap anche in tempi relativamente brevi, creando perdite dei punti di contatto con possibile intasamento di cibo e carie, e malocclusioni con possibile stress per l’articolazione temporo-mandibolare (ATM) e dolori a testa, collo e orecchie. Inevitabilmente in caso di assenze multiple, le ripercussioni del carico masticatorio si riflettono anche sugli elementi dentari residui, portando ad un progressivo deterioramento dell’occlusione. L’osso alveolare si può riassorbire anche del 40-60% nel primo anno, complicando possibili trattamenti futuri, ecco perché l’ideale sarebbe provvedere alla riabilitazione protesica già nei primi mesi. L’ assenza degli elementi dentari può portare anche ad un impatto a cascata sulla salute sistemica, infatti la masticazione inefficiente riduce l’assunzione di nutrienti fibrosi, favorendo malnutrizione e problemi digestivi..
Ad oggi esistono numerose soluzioni (impianti, ponti fissi, protesi parziali rimovibili) che devono essere valutate per ogni singolo paziente, in base ad esigenze personali, situazione clinica e possibilità anatomiche. Sostituire un dente è un investimento per funzionalità, estetica e longevità orale, ed evita complicanze che potrebbero incorrere in futuro.